Equitalia: Definizione agevolata, comunicazione delle somme dovute

Tutti coloro che entro il 21 aprile 2017 hanno aderito alla definizione agevolata ricevono – per ciascuna richiesta presentata – la comunicazione di Equitalia, come prevede il decreto legge n. 193/2016, convertito con modificazioni dalla Legge n. 225/2016.

A partire dal prossimo 16 giugno copia della suddetta comunicazione sarà disponibile anche nell’area riservata del portale www.gruppoequitalia.it.

La comunicazione contiene informazioni in merito:

all’accoglimento o eventuale rigetto della adesione;
agli eventuali carichi di debiti che non possono rientrare nella definizione agevolata;
all’importo/i da pagare;
alla data/e entro cui effettuare il pagamento.

La comunicazione conterrà anche il/i bollettino/i di pagamento in base alla scelta che hai effettuato al momento della compilazione del modulo DA1 e il modulo per l’eventuale addebito sul tuo conto corrente.
Sulla base dei debiti indicati nella dichiarazione di adesione alla definizione agevolata, Equitalia ha previsto 5 tipologie di comunicazioni per le possibili casistiche:

AT – Accoglimento totale della richiesta: hai un importo da pagare per i debiti “rottamabili” e non hai nulla da pagare per eventuali debiti non “rottamabili”;
AP – Accoglimento parziale della richiesta: sia per i debiti “rottamabili” che per quelli non “rottamabili”, hai un importo da pagare;
AD – Sia per i debiti “rottamabili” che per gli eventuali debiti non “rottamabili” non devi pagare nulla;
AX – Per i debiti “rottamabili” non devi pagare nulla mentre hai un debito residuo da pagare per i debiti non “rottamabili”;
RI – Rigetto: i debiti che hai indicato nella dichiarazione di adesione non sono “rottamabili” e hai quindi un importo da pagare.

Ogni comunicazione contiene un prospetto di sintesi con l’elenco delle cartelle/avvisi e l’indicazione dettagliata in merito:

  • al totale del debito residuo (sia definibile, sia escluso dalla definizione);
  • al debito residuo oggetto di definizione;
  • all’importo da pagare per la definizione agevolata del debito;
  • al debito residuo escluso dalla definizione: in questo caso (debiti non rottamabili), troverai nella comunicazione un ulteriore prospetto con l’elenco dei “carichi non definibili” con l’evidenza delle specifiche motivazioni di esclusione.

Casi di difformità

I numeri identificativi delle cartelle/avvisi riportati nella comunicazione che ti ha inviato Equitalia non corrispondono a quelli che hai indicato nella tua dichiarazione di adesione?
Equitalia renderà disponibile sul proprio portale, ad inizio luglio, un apposito servizio per guidarti nella compilazione della tua segnalazione.
In ogni caso, qualora nella comunicazione ricevuta:

  • non riscontri la presenza di tutte le cartelle o di tutti gli avvisi che avevi indicato nella tua dichiarazione di adesione: per non perdere i benefici della definizione agevolata, paga comunque gli importi dovuti delle cartelle/avvisi contenuti nella comunicazione entro il termine di scadenza del 31 luglio e segnalaci le sole cartelle/avvisi che hai riscontrato come mancanti;
  • riscontri la presenza di cartelle o di avvisi che non avevi indicato nella tua dichiarazione di adesione: per non perdere i benefici della definizione agevolata paga comunque gli importi dovuti per le cartelle/avvisi che hai indicato nella tua dichiarazione di adesione (*) entro il termine di scadenza del 31 luglio e segnalaci le sole cartelle/avvisi che non avevi indicato.

Come pagare

È possibile pagare presso la propria banca, agli sportelli bancomat (ATM) degli istituti di credito che hanno aderito ai servizi di pagamento CBILL, con il proprio internet banking, agli uffici postali, nei tabaccai aderenti a ITB e tramite i circuiti Sisal e Lottomatica, sul nostro portale e con l’App Equiclick tramite la piattaforma PagoPa e, infine, direttamente ai nostri sportelli.

Attenzione! Per aderire al servizio di addebito diretto su conto corrente, è necessario che la richiesta di attivazione del mandato, nel rispetto delle procedure e degli adempimenti previsti dal Sistema Interbancario, sia presentata, alla banca del titolare del conto, almeno 20 giorni prima della scadenza della rata.

Esempio:
per la scadenza rata del 31 luglio 2017 il servizio andrà richiesto entro e non oltre l’11 luglio. Nel caso il servizio venga richiesto oltre tale data, l‘addebito diretto sul conto corrente sarà attivo dalla rata successiva.
In quest’ultimo caso il pagamento della rata in scadenza il 31 luglio 2017 dovrà essere eseguito con una delle altre modalità.

(*) Se vuoi effettuare il pagamento soltanto di alcuni debiti (cartelle/avvisi) compresi nella comunicazione che ti ha inviato Equitalia, puoi recarti presso uno dei nostri sportelli, oppure utilizzare il servizio che verrà reso disponibile dopo il 15 giugno sul portale www.gruppoequitalia.it: in questo modo ti sarà possibile richiedere e stampare i bollettini RAV relativi alle cartelle/avvisi che decidi di pagare.
Avvertenze

La legge prevede che:

  • con il pagamento della prima rata della definizione agevolata dovranno essere revocati eventuali piani di rateizzazione precedenti;
  • in caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento della prima/unica rata della definizione agevolata, anche limitatamente a quei carichi contenuti nella comunicazione che hai scelto di non pagare, la stessa non produce effetti e non è possibile ottenere nuovi provvedimenti di rateizzazione salvo che per le cartelle e gli avvisi notificati da meno di 60 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione di adesione;
  • potranno invece essere ripresi i pagamenti delle rateizzazioni in essere alla data di presentazione della domanda di definizione agevolata e in regola con i precedenti pagamenti.
    in caso di mancato, insufficiente o tardivo pagamento delle rate successive alla prima non sarà invece più possibile proseguire eventuali precedenti rateizzazioni in quanto già revocata al pagamento della prima rata.

Ferie residue anno 2015

Ricordiamo che entro il prossimo 30 giugno 2017, i datori di lavoro dovranno far utilizzare ai lavoratori (lavoratori dipendenti in forza da più di 18 mesi assunti prima del 1° gennaio 2016) il residuo ferie dell’anno 2015 (le aziende che hanno la maturazione impostata da gennaio a dicembre. Per le Aziende che maturano le ferie da settembre ad agosto i 18 mesi decorrono dal 1° settembre e l’obbligo scade il 28/02 e così via per eventuali differenti maturazioni) per evitare l’obbligo contributivo in scadenza lunedì 21 agosto 2017 se verrà riconfermato il decreto che ogni anno proroga la scadenza e le eventuali sanzioni per la mancata o parziale fruizione da parte dei lavoratori.

In pratica, quando le due settimane di ferie residue (o parte di esse) dell’anno 2015 – che sono da concedere entro il 30 giugno del secondo anno successivo a quello di maturazione – non sono godute, il datore di lavoro deve versare i contributi all’Inps entro il 21 Agosto 2017.

Nel caso delle ferie maturate nel 2015 e non ancora godute al 30 giugno 2017, si dovrà elaborare la busta paga di luglio 2017 sommando alla retribuzione imponibile corrente l’importo corrispondente al compenso per ferie non godute (anche se non effettivamente corrisposto) e versare i relativi contributi entro il 21 agosto 2017.

Quando successivamente al 30 giugno il dipendente dovesse usufruire delle ferie non godute, sul cui corrispettivo monetario il datore di lavoro avra’ già assolto l’obbligo contributivo e si potrà recuperare l’importo anticipato.

In caso di mancato (o parziale) godimento del periodo minimo legale delle ferie (le quattro settimane entro il termine stabilito dalla legge o quello più ampio previsto dai CCNL), il Dlgs 66/2003 prevede una sanzione amministrativa pecuniaria per il datore di lavoro: da 100 a 600 euro, che si riduce a 200 euro (in base al Dlgs 213/1998); se la violazione è riferita a più di cinque lavoratori o si è verificata in almeno due anni, la sanzione passa da 400 a 1.500 euro, ridotta a 500 euro; se la violazione è riferita a più di 10 lavoratori o si è verificata in almeno quattro anni, la sanzione è compresa fra 800 e 4.500 euro e non è ammessa la riduzione.

In alcune circostanze, il termine di godimento del periodo feriale può essere però posticipato: con il messaggio 18850/2006, l’Inps ha chiarito che nei casi di eventi sospensivi previsti da norme di legge, intervenuti nei 18 mesi successivi alla fine dell’anno solare di maturazione delle ferie (ad esempio, la malattia, la maternità, la concessione di Cigo, Cigs e Cig in deroga) il termine per adempiere all’obbligazione contributiva è da ritenersi sospeso per un periodo di durata pari a quello del legittimo impedimento, tornando a decorrere dal giorno in cui il lavoratore riprende l’ordinaria attività lavorativa. Anche i contratti collettivi nazionali, i regolamenti aziendali o i patti individuali possono spostare il termine di fruizione con differimento dell’obbligo contributivo.

Ricordiamo che le ferie non godute non possono essere monetizzate. In alcuni casi, si può compensare l’eventuale residuo con l’indennità sostitutiva, per esempio quando i giorni previsti dal Ccnl eccedono il periodo minimo legale di quattro settimane o alla cessazione del rapporto di lavoro o nel caso di contratto a termine di durata inferiore all’anno.

Le principali novita’ della manovra di primavera

 

Estensione split payment

Il meccanismo della scissione dei pagamenti dal 01/07/17 viene esteso anche:

  • alle prestazione rese dai professionisti
    alle prestazioni rese a tutte le società “controllate” dalla PA

Detrazione IVA

Si prevede quale limite massimo per l’esercizio della detrazione la “dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto.

Indebite compensazioni

Si riduce il limite a Euro 5.000 il limite per l’apposizione del visto di conformita’. La modifica esplicherà i propri effetti sia ai fini delle imposte dirette che ai fini IVA e IRAP.

 

 

 

Reclamo e mediazione

Si dispone l’aumento da 20.000 euro a 50.000 euro del valore delle controversie ai fini della mediazione per gli atti notificati dal 1° gennaio 2018

Rottamazione liti pendenti

Si prevede una rottamazione delle liti pendenti. Viene data la possibilità al contribuente di definire in maniera agevolata le controversie tributarie che hanno come controparte l’Agenzia delle Entrate. Per aderire e’ necessario che vi sia stata la costituzione in giudizio del contribuente entro il 31/12/2016. Lo sconto riguarda le sanzioni e gli interessi di mora, con esclusione della parte gia’ resasi definitiva. L’accesso all’istituto è subordinato alla presentazione di apposita istanza entro il 30/09/17 con contestuale versamento dell’intero importo dovuto o la prima rata, pari al 40% del totale. In caso di pagamento rateale le restanti rate dovranno essere pagate a novembre 2017 e a giugno 2018.

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