La fattura elettronica si aggiorna da gennaio 2021

Nuovi codici per l’inversione contabile

Con i Provvedimenti del 28 febbraio e del 20 aprile 2020, l’Agenzia delle Entrate ha apportato delle modifiche al tracciato .xml della fattura elettronica.

Dal 01/01/2021 il Sistema di Interscambio accetterà esclusivamente fatture elettroniche e note di variazione predisposte con il nuovo schema approvato con il Provvedimento 20 aprile 2020.

Le nove nuove tipologie introdotte, relativamente al codice N6 -” Inversione Contabile”, sono:
N6.1 – “Inversione contabile – cessione di rottami e altri materiali di recupero”, utilizzato nei casi di cessioni all’interno dello Stato di rottami ed altri materiali di recupero (art. 74, commi 7 e 8, D.P.R. n. 633/1972), per le quali è previsto il pagamento dell’IVA da parte del cessionario soggetto passivo d’imposta;
N6.2 – “Inversione contabile – cessione di oro e argento puro”, utilizzato nei casi di cessioni di oro da investimento divenute imponibili a seguito di opzione e le relative prestazioni di intermediazione, effettuate nel territorio dello Stato nei confronti di soggetti passivi d’imposta, nonché l’ammontare delle cessioni di oro diverso da quello da investimento e di argento puro, effettuate nei confronti di soggetti passivi di imposta;
N6.3 – “Inversione contabile – subappalto nel settore edile”, utilizzato nei casi di prestazioni di servizi rese nel settore edile da subappaltatori senza addebito d’imposta (art. 17, comma 6, lett. a), D.P.R. n. 633/1972);
N6.4 – “Inversione contabile – cessione di fabbricati”, utilizzato nei casi di cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato per le quali l’imposta è dovuta dal cessionario (art. 17, comma 6, lett. a-bis), D.P.R. n. 633/1972);
N6.5 – “Inversione contabile – cessione di telefoni cellulari”, utilizzato nei casi di cessioni di telefoni cellulari per le quali l’imposta è dovuta dal cessionario (art. 17, comma 6, lett. b), D.P.R. n. 633/1972);
N6.6 – “Inversione contabile – cessione di prodotti elettronici”, utilizzato nei casi di cessioni di console da gioco, tablet PC e laptop, nonché di dispositivi a circuito integrato, effettuate prima della loro installazione in prodotti destinati a consumatori finali per le quali l’imposta è dovuta dal cessionario (art. 17, comma 6, lett. c), D.P.R. n. 633/1972);
N6.7 “Inversione contabile – prestazioni comparto edile e settori connessi”, utilizzato nei casi di prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative a edifici per le quali l’imposta è dovuta dal cessionario (art. 17, comma 6, lett. a-ter), D.P.R. n. 633/1972);
N6.8 – “Inversione contabile – operazioni settore energetico”, che dovrà essere utilizzato nei casi di operazioni del settore energetico per le quali l’imposta è dovuta dal cessionario (art. 17, comma 6, lett. d-bis), d-ter) e d-quater), D.P.R. n. 633/1972);
N6.9 – “Inversione contabile – altri casi”, utilizzato nei casi di operazioni di inversione non riportate ai precedenti punti.

 

Per quanto riguarda i codici da inserire nel campo Tipo Documento sono stati introdotti 11 nuovi codici che il soggetto IVA potrà utilizzare. L’utilizzo dei nuovi codici in alcuni casi risulta facoltativo:

TD16 Integrazione fattura reverse charge interno: trasmissione allo SdI di un documento contenente le integrazioni inerenti l’aliquota e la relativa imposta, nei casi di fatture ricevute da soggetti residenti o stabiliti, per operazioni soggette a reverse charge interno (art. 17, commi 5 e 6, D.P.R. n. 633/1972)
TD17 Integrazione/autofattura per acquisti di servizi dall’estero: trasmissione allo SdI di un documento riportante le integrazioni inerenti l’aliquota e la relativa imposta per acquisti di servizi da prestatori intra-UE, oppure per trasmettere l’autofattura in unico esemplare per acquisti di servizi da prestatori extra-UE
TD18 integrazione per acquisto di beni intracomunitari: trasmissione allo SdI di un documento riportante le integrazioni inerenti l’aliquota e la relativa imposta, nei casi di fattura ricevuta da un cedente intra-UE, per operazioni di acquisto intracomunitario di cui all’art. 38, D.L. n. 331/1993
TD19 integrazione/autofattura per acquisto di beni ex art. 17 c. 2 DPR 633/72: trasmissione allo SdI di un documento riportante le integrazioni inerenti l’aliquota e la relativa imposta oppure l’autofattura, nei casi di acquisto da soggetti non residenti (rispettivamente intra-UE ed extra-UE) di beni territorialmente rilevanti ai fini IVA, diversi dagli acquisti intracomunitari e dalle importazioni
TD21 Autofattura per splafonamento: trasmissione allo SdI di un’autofattura per regolarizzare gli acquisti di beni o le prestazioni di servizi superiori al plafond disponibile, da parte degli esportatori abituali che si avvalgono della facoltà di acquistare senza pagamento dell’imposta (art. 8, comma 1, lettera c), D.P.R. n. 633/1972)
TD22 Estrazione beni da Deposito IVA: trasmissione allo SdI di un documento contenente l’integrazione per estrazione di beni di provenienza UE e autofattura per estrazione beni di provenienza extra-UE
TD23 Estrazione beni da Deposito IVA con versamento dell’IVA: estrazione del bene da un deposito IVA per essere utilizzato o commercializzato nel territorio dello Stato con versamento dell’imposta tramite F24, dovuta dal soggetto che immette o procede all’estrazione ma versata in nome e per conto suo dal gestore del deposito IVA
TD24 Fattura differita di cui all’art. 21, comma 4, lett. a): trasmissione allo SdI entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni, delle fatture differite emesse a fronte di cessione di beni o prestazioni servizi (art. 21, comma 4, lettera a), D.P.R. n. 633/1972)
TD25 Fattura differita di cui all’art. 21, comma 4, terzo periodo lett. b): trasmissione allo SdI entro il mese successivo a quello della consegna o spedizione dei beni, delle fatture emesse per cessioni di beni effettuate dal cessionario nei confronti di un terzo soggetto per il tramite del proprio cedente (art. 21, comma 4, lette- ra a), D.P.R. n. 633/1972)
TD26 Cessione di beni ammortizzabili e per passaggi interni (art. 36, DPR n. 633/72): trasmissione allo SdI di fatture elettroniche immediate o differite aventi ad oggetto cessioni di beni ammortizzabili oppure per passaggi interni (art. 36, comma 5, D.P.R. n. 633/1972) che non concorrendo alla formazione del volume d’affari vanno annotate nel rigo VE40 della dichiarazione IVA;
TD27 Fattura per autoconsumo o per cessioni gratuite senza rivalsa: trasmissione allo SdI di fatture elettroniche ad oggetto operazioni riguardanti la destinazione di beni all’uso o al consumo personale o familiare dell’imprenditore (art.2, comma 2, numero 5), D.P.R. n. 633/1972), oltre che operazioni riguardanti le cessioni gratuite di beni ad esclusione di quelli la cui produzione o il cui commercio non rientra nell’attività propria dell’impresa se di costo unitario non superiore ad euro cinquanta (art. 2, comma 2, numero 4), D.P.R. n. 633/1972).

Per quanto riguarda la “NATURA” delle somme

N2 – operazioni non soggette

I due nuovi codici introdotti per il codice N2, relativo alle operazioni “Non soggette”, sono:
N2.1 – “Non soggette ad IVA ai sensi degli artt. da 7 a 7-septies del DPR n. 633/72”, che dovrà essere utilizzato nei casi di operazioni non soggette ad imposta per carenza del requisito della territorialità di cui agli artt. da 7 a 7-septies;
N2.2 – “Non soggette – altri casi”: che dovrà essere utilizzato per esempio nei casi di operazioni effettuate nei confronti dei terremotati e soggetti assimilati.

Le sei nuove tipologie di non imponibilità introdotte, relative al codice N3 “Non imponibili”, sono:
N3.1 – “Non imponibile – esportazioni”, utilizzato, ad esempio per le cessioni all’esportazione non imponibili, (art. 8, comma 1, lett. a), lett. b), lett. b-bis), D.P.R. n. 633/1972); per le cessioni di beni prelevati da un deposito IVA con trasporto o spedizione fuori del territorio della UE (art. 50-bis, comma 4, lett. g), D.L. n. 331/1993);
N3.2 – “Non imponibile – cessioni intracomunitarie”, utilizzato nei casi di cessioni intracomunitarie di beni (art. 41, D.L. n. 331/1993);
N3.3 – “Non imponibile – cessioni verso San Marino”, utilizzato nei casi di cessioni di beni effettuate nei confronti di operatori sammarinesi (art. 71, D.P.R. n. 633/1972);
N3.4 – “Non imponibile – operazioni assimilate alle cessioni all’esportazioni”, utilizzato nei casi di cessioni di beni effettuati ex art. 8-bis, D.P.R. n. 633/1972;
N3.5 – “Non imponibile a seguito di dichiarazione d’intento”, utilizzato nei casi di operazioni (cessioni di beni o prestazioni di servizi) effettuate nei confronti di esportatori che abbiano rilasciato la dichiarazione d’intento ex art. 8, comma 1, lett. c), D.P.R. n. 633/1972;
N3.6 – “Non imponibile – altre operazioni che non concorrono alla formazione del plafond”, utilizzato, ad esempio, per le cessioni a soggetti domiciliati o residenti fuori dalla UE (art. 38-quater, comma 1, D.P.R. n. 633/1972); per le cessioni di beni destinati ad essere introdotti nei depositi IVA (art. 50-bis, comma 4, lett. c), D.L. n. 331/1993) ovvero per i trasferimenti di beni da un deposito IVA ad un altro (art. 50-bis, comma 4, lett. i), D.L. n. 331/1993).

 

Per quanto riguarda i codici relativi al “Tipo Ritenuta”, oltre agli attuali RT01 (Ritenuta persone fisiche) e RT02 (Ritenuta persone giuridiche) al fine di gestire alcune tipologie di contributi, sono stati aggiunti 4 nuovi codici da inserire nel campo Tipo Ritenuta.
In particolare:
RT03 – Contributo INPS: da utilizzare qualora il prestatore emetta una fattura con una quota INPS a suo carico;
RT04 – Contributo ENASARCO: da utilizzare nei casi in cui la fattura venga emessa da un agente di commercio, con la quota di contributo ENASARCO a carico dello stesso agente;
RT05 – Contributo ENPAM: da utilizzare nei casi in cui la fattura venga emessa da un medico con quota ENPAM a suo carico;
RT06 – Altro contributo previdenziale: da utilizzare in tutti gli altri casi in cui il prestatore emette una fattura con una quota previdenziale a suo carico.

Contributo a fondo perduto, decreto rilancio

Con il decreto rilancio è stata prevista la possibilità di presentare la richiesta di un contributo a fondo perduto per chi ha ridotto il fatturato rispetto all’anno precedente.

Quali sono i soggetti beneficiari e quali le condizioni?

Il contributo spetta

ai titolari di reddito di impresa, lavoro autonomo e reddito agrario
con ricavi non superiori a 5 milioni di euro
che hanno ridotto di almeno 1/3 il fatturato e/o i corrispettivi del mese di aprile 2020 rispetto a quelli dello stesso mese dell’anno precedente.

Sono in ogni caso esclusi

coloro che hanno beneficiato delle indennità previste dal decreto legge 18/2020 per i liberi professionisti iscritti alla Gestione separata Inps (articolo 27) e per i lavoratori dello spettacolo (articolo 38)
i lavoratori dipendenti
i professionisti iscritti alle casse di previdenza obbligatorie.

L’importo del contributo è calcolato applicando le percentuali sotto indicate al calo di fatturato. Gli scaglioni fanno riferimento ai ricavi dell’anno 2019:
-20% se inferiori a E. 400.000;
-15% se compresi tra E. 400.000 ed E. 1.000.000;
-10% se maggiori di E. 1.000.000.
Indipendentemente dal risultato è previsto un importo minimo di contributo a fondo perduto spettante e precisamente per le persone fisiche E. 1.000, per i soggetti diversi dalle persone fisiche E. 2.000.
Il bonus a fondo perduto potrà essere richiesto a mezzo intermediario telematico, compilando l’istanza che dovrà essere presentata a partire dal 15/06/20. Il termine ultimo di presentazione è il 13/08/20.
Se il contributo è maggiore di E. 150.000 dovranno essere elencati gli estremi dei soggetti da sottoporre alle verifiche antimafia di cui all’articolo 85 del decreto legislativo n. 159 del 2011 quali soci, familiari convienti maggiorenni, ecc..

Il contributo spetta anche in assenza di diminuzione di fatturato a chi ha iniziato l’attività nel 2019.

IMU senza proroga, versamento al 16/06/20

Il 16/06/20 scade il termine per il versamento della prima rata IMU 2020. E’ anche vero che eventuali interventi legislativi potrebbero sospendere, ovvero posticipare, ma non annullare il pagamento, che quindi andrebbe comunque fatto anche se in un termine più ampio.

Anche se dal 2020 sono state riscritte le regole per il calcolo, abrogando la TASI, nella maggior parte dei casi le regole per l’assoggettamento ed il calcolo dell’imposta rimangono sostanzialmente identiche.

Anche per l’IMU 2020 è prevista l’esenzione per l’abitazione principale (ad esclusione di quelle accatastate in A/1, A/8 e A/9). L’esenzione non è più prevista, invece, per l’unità immobiliare disabitata degli italiani titolari di pensioni estere iscritti all’AIRE.

A seguito dell’abrogazione della TASI non deve più versare nulla il detentore (es. l’inquilino) dell’immobile.

L’IMU dovuta per l’anno 2020 deve essere versata in due rate:
– la prima il 16/06/20, pari all’imposta dovuta per il primo semestre applicando l’aliquota e la detrazione dei 12 mesi dell’anno precedente;
– la seconda, a saldo, il 16/12/20, sulla base delle aliquote risultanti dal prospetto delle aliquote.

 

Nel caso in cui l’immobile sia stato acquistato nel corso dell’anno 2020, il contribuente può, in alternativa:
– non versare nulla
– oppure versare l’acconto sulla base dei mesi di possesso nel primo semestre tenendo conto dell’aliquota IMU per l’anno 2019.

Per l’anno 2020, la prima rata da corrispondere entro il 16 giugno è pari alla metà di quanto versato a titolo di IMU e TASI per l’anno 2019 (comma 762 dell’art. 1 della L. 160/2019).

Se l’immobile è stato ceduto nel corso del 2019, invece, non si realizza il presupposto impositivo nell’anno 2020 per cui non deve essere versato nulla.

Se un immobile che era tenuto a disposizione o era locato nell’anno 2019 e dal 01/01/20 viene destinato ad abitazione principale non deve essere versato nulla.
Se l’immobile era destinato ad abitazione principale nel 2019 e dal 01/01/20 viene locato o tenuto a disposizione come “seconda casa” il contribuente può, in alternativa:
– non versare nulla
– oppure versare l’acconto sulla base dei mesi di possesso nel primo semestre tenendo conto dell’aliquota IMU per l’anno 2019.

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