Detrazione spese e possibilità di sconto in fattura o cessione

Detrazione spese e possibilità di sconto in fattura o cessione
Esistono varie, forse troppe, tipologie di detrazioni fiscali. Ciascuna segue le proprie regole. Anche quando si tratta di beneficiare, ad esempio, dello sconto in fattura, misura, questa, senz’altro molto richiesta da parte di chi deve sostenere delle spese perché permette di non pagare completamente i servizi ricevuti quindi beneficiando nell’immediato della detrazione. Vediamone le differenze.

La cedibilità delle detrazioni è limitata alle spese sostenute nel 2020 e nel 2021 per la generalità dei bonus edilizi, mentre per il solo “superbonus” è possibile optare per la cessione/sconto in fattura anche con riferimento alle spese sostenute nel 2022. Il fatto che la cedibilità delle detrazioni sia limitata alle spese sostenute nel 2020 e nel 2021 (tranne che per il superbonus) non impedisce di cedere queste detrazioni in annualità successive.

In luogo dell’utilizzo diretto della detrazione ci sono 2 possibilità:
usufruire di un contributo, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto (cd. sconto in fattura) anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito d’imposta, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;
optare per la cessione di un credito d’imposta di importo corrispondente alla detrazione ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari con facoltà, per questi ultimi, di successiva cessione.

La cessione del credito e lo sconto fattura sono opzioni che il legislatore ha previsto ma non per tutti i bonus, solo quelli indicati qui di seguito:
superbonus 110%
bonus facciate
ecobonus
sisma bonus
installazione di pannelli fotovoltaici/colonnine di ricarica dei veicoli elettrici
recupero edilizio ordinario (per i soli interventi di cui alle lett. a) e b) dell’art. 16-bis, Tuir)

Non sono infatti cedibili né utilizzabili mediante sconto in fattura
bonus mobili
bonus verde per i giardini
detrazione del 50% per lavori diversi da quelli indicati alle lettere a) e b) dell’articolo 16-bis del Tuir

Contributo a fondo perduto DL sostegni

Il DL Sostegni del 19/03/21 prevede un contributo a fondo perduto per i soggetti economici titolari di partita Iva che abbiano subito un calo almeno del 30% dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 rispetto a quello 2019.

I destinatari del contributo sono coloro che svolgono attività d’impresa, arte o professione o producono reddito agrario. E’ un contributo che quindi si applica a tutti, inclusi i professionisti, non essendo previste limitazioni legate all’attività e al codice attività ATECO.

Sono esclusi dal contributo i soggetti che abbiano cessato la propria attività e quelli che hanno aperto la partita IVA dopo l’entrata in vigore del decreto. Sono altresì esclusi gli enti pubblici e gli intermediari finanziari.

Unico limite è dato dai ricavi e compensi che non devono essere superiori a E. 10 milioni nel 2019.

L’ammontare del contributo è calcolato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare medio mensile del fatturato del 2020 e quello del 2019.

La percentuale va a diminuire all’aumentare della classe di fatturato: 60%, 50%, 40%, 30% e 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori rispettivamente a 100.000, 400.000, 1 milione, 5 milioni e 10 milioni di euro nel periodo d’imposta 2019. La percentuale si applica alla differenza media mensile di fatturato.

Sono previsti limiti minimi di E. 1.000 per le persone fisiche e E. 2.000 per gli altri soggetti. E’ anche previsto un importo massimo di contributo pari a E. 150.000.

L’importo può essere chiesto a compensazione o mediante accredito in conto.

La richiesta deve essere effettuata in via telematica attraverso una procedurta che si prevede sarà disponibile verso fine mese.

Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi e dell’IRAP.

Contributi IVS artigiani e commercianti 2021

I soggetti iscritti alla gestione IVS artigiani e commercianti per l’anno 2021 devono versare trimestralmente i contributi pensionistici sul reddito minimale di Euro 15.953, sulla base della nuova aliquota del 24%, sono i seguenti:

-per gli artigiani l’importo è pari a Euro 3.836,16 annui (Euro 3.501,15 per i coadiuvanti con meno di 21 anni)

-per i commercianti Euro 3.850,52 (Euro 3.515,50 per i coadiuvanti con meno di 21 anni)

Per periodi inferiori all’anno solare il contributo sul minimale verrà rapportato su base mensile, risultando pari a Euro 319,38 mensili per gli iscritti alla Gestione artigiani e a Euro 320,88 per gli esercenti attività commerciali.

Tali importi sono ridotti del 50% in caso iscritti con più di 65 anni e che siano anche pensionati.

Il pagamento deve essere effettuato, come sempre, in 4 rate, qui sotto le scadenze:

  • 16 maggio 2021
  • 20 agosto 2021
  • 16 novembre 2021
  • 16 febbraio 2022

Si ricorda che da diversi anni l’Inps non invia alcuna richiesta nè prospetto presso la sede o la residenza degli interessati e che il versamento avviene a mezzo F24. Tutti i dati per effettuare il pagamento sono repertibili nel cassetto previdenziale del sito dell’Inps a cui, da pochi giorni si accede esclusivamente a mezzo di Spid.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi