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Accertamento e Studi di Settore

settembre 27th, 2009

Con le recenti sentenze n. 12956 del 04/06/2009 e n. 13915 del 15/06/2009 la Corte di Cassazione ha affermato che  non si puo’ procedere all’accertamento analitico-induttivo, basato su presunzioni semplici, ancorché dotate dei requisiti di gravità, precisione e concordanza nei confronti dei contribuenti che risultino congrui (e coerenti).

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Cio’ si va ad aggiungere al c.d. “premio di congruità” previsto dall’art. 10, comma 4-bis, Legge n. 146/98, secondo il quale nei confronti dei soggetti congrui anche a seguito di adeguamento, si possa procedere all’accertamento analitico-induttivo ai sensi dell’art. 39, soltanto se le attività non dichiarate (con un massimo di € 50.000) risultino superiori al 40% dei ricavi dichiarati. Inoltre al verificarsi di tale ipotesi, in caso di rettifica, l’Ufficio deve motivare l’atto evidenziando le ragioni che lo hanno indotto a disattendere le risultanze degli studi di settore.
Da notare che la rettifica da parte dell’Ufficio sulla base del citato art. 39 è altresì possibile, oltre che in caso di superamento del citato limite del 40%, anche qualora siano state commesse violazioni di omessa o infedele indicazione in dichiarazione dei dati riguardanti gli studi di settore.

Valore degli immobili in chiave comunitaria

giugno 24th, 2009

Ieri è stata approvata in via definitiva la Legge comunitaria 2008, che rivede la normativa italiana per quanto riguarda, tra l’altro, il valore normale da attribuire alle cessioni di immobili.

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La Legge 223/2006 aveva infatti introdotto la possibilità di effettuare accertamenti basati sul valore normale, sia ai fini Iva che imposte dirette. In pratica era stato abbandonato il criterio di determinazione del valore basato sulla rendita catastale ed era stata data la possibilità agli uffici impositivi di effettuare accertamenti sulla base dei valori di mercato dei beni. L’Unione Europea non ha trovato corretto questo modo di procedere, dovendosi invece, semmai, ricostruire il corrispetttivo di quella specifica compravendita immobiliare anzichè basarsi su criteri di mercato che magari proprio per quell’atto non vanno bene.

Ecco che da adesso il valore normale torna a costituire soltanto un elemento indiziario nella determinazione del valore della vendita

Più Redditometro e meno Studi di settore

maggio 4th, 2009

Secondo i piani dell’Agenzia delle Entrate nel triennio 2009/2011 rimarranno pressochè stabili gli accertamenti basati sugli Studi di settore, mentre triplicheranno gli accertamenti sintetici basati sul Redditometro.

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Precisamente nelle previsioni del Ministero delle Finanze

  • gli accertamenti basati sugli Studi di settore si attesteranno attorno ai 415.000 all’anno, con un decremento rispetto a quanto precedentemente stabilito (445.000);
  • gli accertamenti con Redditometro passeranno da 12.500 nel 2009 a 35.000 nel 2011.

I controlli parrebbero quindi numericamente stabili o in diminuzione. Non è così. Infatti l’obiettivo degli accertamenti delle indagini finanziarie passa da 7.500 nel 2009 a 10.000 nel 2011. Ma la differenza numericamente rilevante la faranno gli accertamenti di iniziativa d’ufficio nei confronti di imprese e professionisti che passeranno da 140.000 nel 2009 a 170.000 nel 2011.