Posts Tagged ‘Accertamento’

Accertamento da Studi di settore solo con il contraddittorio

aprile 17th, 2010

Con la circolare n. 19/E del 2010 e’ stata confermata la necessita’ del contraddittorio tra contribuente e Agenzia delle Entrate in caso di accertamento da Studio di settore.

contraddittorio studi settore

A seguito di 4 pronunce della Cassazione (le n. 26635, 26636, 26637 e 26638 del 2009) ‘ stato quindi confermato quanto gia’ previsto nella circolare n. 5/E del 2008 ovvero che solo dopo l’avvio della fase di dialogo con il contribuente e’ possibile legittimare l’accertamento derivante dallo scostamento della dichiarazione del contribuente dai valori risultanti dagli Studi di settore.

La Cassazione, precisamente, ha statuito che “i segnali emergenti dallo studio di settore (o dai parametri) devono essere “corretti”, in contraddittorio con il contribuente, in modo da “fotografare” la specifica realtà economica della singola impresa la cui dichiarazione dell’ammontare dei ricavi abbia dimostrato una significativa “incoerenza” con la “normale redditività” delle imprese omogenee considerate nello studio di settore applicato”.

Controversie in corso

Questo significa che in caso di mancata attivazione del contraddittorio, gli avvisi d’accertamento relativi agli studi di settore risulteranno viziati, pertanto l’Agenzia delle Entrate dovra’ abbandonare tutti i relativi contenziosi. Diverso, naturalmente, il caso in cui il contribuente non abbia accettato il confronto. In questo caso l’accertamento potrà basarsi solo sull’applicazione degli Studi di settore.

17/04/10

Accertamento e Studi di Settore

settembre 27th, 2009

Con le recenti sentenze n. 12956 del 04/06/2009 e n. 13915 del 15/06/2009 la Corte di Cassazione ha affermato che  non si puo’ procedere all’accertamento analitico-induttivo, basato su presunzioni semplici, ancorché dotate dei requisiti di gravità, precisione e concordanza nei confronti dei contribuenti che risultino congrui (e coerenti).

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Cio’ si va ad aggiungere al c.d. “premio di congruità” previsto dall’art. 10, comma 4-bis, Legge n. 146/98, secondo il quale nei confronti dei soggetti congrui anche a seguito di adeguamento, si possa procedere all’accertamento analitico-induttivo ai sensi dell’art. 39, soltanto se le attività non dichiarate (con un massimo di € 50.000) risultino superiori al 40% dei ricavi dichiarati. Inoltre al verificarsi di tale ipotesi, in caso di rettifica, l’Ufficio deve motivare l’atto evidenziando le ragioni che lo hanno indotto a disattendere le risultanze degli studi di settore.
Da notare che la rettifica da parte dell’Ufficio sulla base del citato art. 39 è altresì possibile, oltre che in caso di superamento del citato limite del 40%, anche qualora siano state commesse violazioni di omessa o infedele indicazione in dichiarazione dei dati riguardanti gli studi di settore.

Valore degli immobili in chiave comunitaria

giugno 24th, 2009

Ieri è stata approvata in via definitiva la Legge comunitaria 2008, che rivede la normativa italiana per quanto riguarda, tra l’altro, il valore normale da attribuire alle cessioni di immobili.

comunitaria

La Legge 223/2006 aveva infatti introdotto la possibilità di effettuare accertamenti basati sul valore normale, sia ai fini Iva che imposte dirette. In pratica era stato abbandonato il criterio di determinazione del valore basato sulla rendita catastale ed era stata data la possibilità agli uffici impositivi di effettuare accertamenti sulla base dei valori di mercato dei beni. L’Unione Europea non ha trovato corretto questo modo di procedere, dovendosi invece, semmai, ricostruire il corrispetttivo di quella specifica compravendita immobiliare anzichè basarsi su criteri di mercato che magari proprio per quell’atto non vanno bene.

Ecco che da adesso il valore normale torna a costituire soltanto un elemento indiziario nella determinazione del valore della vendita

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