Potrebbero essere sottoposti ad accertamenti circa 1 milioni di contribuenti che hanno beneficiato del condono Iva che fu previsto con la Legge finanziaria del 2003.
L’amministrazione finanziaria infatti sta procedendo con accertamenti sulla base della sentenza della Corte UE che ha dichiarato illegittimo il condono e per effetto dell’allungamento dei termini per gli accertamenti previsto dal Decreto Bersani del 2006.
In sostanza lo Stato Italiano non avrebbe potuto disporre dell’imposta sul valore aggiunto, l’imposta piu’ armonizzata a livello comunitario, e cosi’, con la norma del 2006 che ha previsto il raddoppio dei termini per i controlli in caso di invio di una notizia di reato in Procura, tutto puo’ essere rimesso in gioco mentre si sta svolgendo la partita.
Nei casi in cui si ha motivo di ritenere che siano stati sottratti al fisco oltre 100 mila Euro, il condono rischierebbe di essere semplicemente un’autodenuncia.
E’ attesa sull’argomento la pronuncia della Corte costituzionale, su istanza della commissione tributaria di Napoli, a dover chiarire se il raddoppio del termine possa avvenire solo se gli ordinari termini di decadenza siano ancora aperti.




