Posts Tagged ‘Cassazione’

Condono Iva a rischio controlli

novembre 15th, 2010

Potrebbero essere sottoposti ad accertamenti circa 1 milioni di contribuenti che hanno beneficiato del condono Iva che fu previsto con la Legge finanziaria del 2003.

L’amministrazione finanziaria infatti sta procedendo con accertamenti sulla base della sentenza della Corte UE che ha dichiarato illegittimo il condono e per effetto dell’allungamento dei termini per gli accertamenti previsto dal Decreto Bersani del 2006.

In sostanza lo Stato Italiano non avrebbe potuto disporre dell’imposta sul valore aggiunto, l’imposta piu’ armonizzata a livello comunitario, e cosi’, con la norma del 2006 che ha previsto il raddoppio dei termini per i controlli in caso di invio di una notizia di reato in Procura, tutto puo’ essere rimesso in gioco mentre si sta svolgendo la partita.

Nei casi in cui si ha motivo di ritenere che siano stati sottratti al fisco oltre 100 mila Euro, il condono rischierebbe di essere semplicemente un’autodenuncia.

E’ attesa sull’argomento la pronuncia della Corte costituzionale, su istanza della commissione tributaria di Napoli, a dover chiarire se il raddoppio del termine possa avvenire solo se gli ordinari termini di decadenza siano ancora aperti.

Controlli sui conti correnti di amministratori e familiari

ottobre 4th, 2010

Con l’ordinanza 19493 del 2010 la Cassazione ha cambiato orientamento in merito alla possibilita’ di controlli sui conti correnti intestati ad amministratori di societa’ o familiari nel caso di societa’ i cui soci siano riferibili ad un ristretto gruppo familiare.

L’esistenza di un rapporto familiare e’ infatti sufficiente a considerare riferibili alla societa’  i movimenti sul conto corrente della suocera dell’amministratore unico, salvo prova contraria.

Nel corso del tempo si sono affermati 2 orientamenti in merito della Suprema Corte. Secondo l’orientamento sino ad ora affermato, l’amministrazione finanziaria prima di estendere i controlli ai conti dei familiari dovrebbe provare l’intestazione fittizia dei conti, o comunque la riferibilita’ al contribuene dei conti o di singole operazioni. Un’altra posizione e’ quella invece riscontrata nella citata sentenza che considera sufficiente il rapporto coniugale o familare del contribuente o il rapporto degli amministratori della societa’ e dei soci e dei loro familiari con la societa’ a ristretta base familiare per poter effettuare i controlli anche a tali soggetti.

In pratica, secondo quanto affermato recentemente, le indagini bancarie possono estendersi agli amministratori di societa’, ai soci ed ai loro familiari, in quanto si ritiene che, nel caso di societa’ a ristretta compagine sociale, il vincolo di parentela sia sufficiente a riferire al contribuente soggetto ad accertamento, i movimenti riscontrati su tali conti.

04/10/10

Accertamento da Studi di settore solo con il contraddittorio

aprile 17th, 2010

Con la circolare n. 19/E del 2010 e’ stata confermata la necessita’ del contraddittorio tra contribuente e Agenzia delle Entrate in caso di accertamento da Studio di settore.

contraddittorio studi settore

A seguito di 4 pronunce della Cassazione (le n. 26635, 26636, 26637 e 26638 del 2009) ‘ stato quindi confermato quanto gia’ previsto nella circolare n. 5/E del 2008 ovvero che solo dopo l’avvio della fase di dialogo con il contribuente e’ possibile legittimare l’accertamento derivante dallo scostamento della dichiarazione del contribuente dai valori risultanti dagli Studi di settore.

La Cassazione, precisamente, ha statuito che “i segnali emergenti dallo studio di settore (o dai parametri) devono essere “corretti”, in contraddittorio con il contribuente, in modo da “fotografare” la specifica realtà economica della singola impresa la cui dichiarazione dell’ammontare dei ricavi abbia dimostrato una significativa “incoerenza” con la “normale redditività” delle imprese omogenee considerate nello studio di settore applicato”.

Controversie in corso

Questo significa che in caso di mancata attivazione del contraddittorio, gli avvisi d’accertamento relativi agli studi di settore risulteranno viziati, pertanto l’Agenzia delle Entrate dovra’ abbandonare tutti i relativi contenziosi. Diverso, naturalmente, il caso in cui il contribuente non abbia accettato il confronto. In questo caso l’accertamento potrà basarsi solo sull’applicazione degli Studi di settore.

17/04/10

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