Posts Tagged ‘Studi di settore’

Decreto milleproroghe di fine 2009

gennaio 11th, 2010

Il 30/12/2009 e’ stato pubblicato il Decreto milleproroghe sulla Gazzetta Ufficiale, con decorrenza dalla stessa data.

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Le principali disposizioni previste sono:

  • la proroga dello scudo fiscale. Sono anche stati  differiti i termini per l’attività di accertamento degli illeciti correlati al possesso di attività all’estero;
  • la proroga del termine entro il quale potranno essere approvati gli studi di settore applicati per il 2009 ed il 2010;
  • la previzione della deduzione forfetaria per gli esercenti impianti di distribuzione di carburanti anche per il 2009 ed il 2010.

Contribuenti minimi: conviene sempre?

gennaio 3rd, 2010

Inizio anno. Per lavori autonomi e ditte individuali si (ri)presenta il dubbio sulla convenienza o meno del regime dei contribuenti minimi. E la questione riguarda sia chi deve iniziare l’attivita’ ma anche chi, avendo gia’ partita Iva, rientri automaticamente, essendo un regime naturale, in questo regime contabile.

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I principali vantaggi: essere esclusi dagli Studi di settore e esonerati dal pagamento dell’Irap.

Principali svantaggi: pagare un’imposta fissa senza poter beneficiare (quasi) di deduzioni e detrazioni, Iva indetraibile su acquisti.

La scelta tra regime “normale” e regime dei contribuentio minimi non e’ sempre semplice. Prima di decidere e’ bene consultare un professionista.  Comunque, per avere maggiori dettagli e’ possibile leggere un nostro articolo dello scorso anno ma ancora attuale:

Il regime fiscale dei contribuenti minimi: chi lo può adottare dal 2009?

Accertamento e Studi di Settore

settembre 27th, 2009

Con le recenti sentenze n. 12956 del 04/06/2009 e n. 13915 del 15/06/2009 la Corte di Cassazione ha affermato che  non si puo’ procedere all’accertamento analitico-induttivo, basato su presunzioni semplici, ancorché dotate dei requisiti di gravità, precisione e concordanza nei confronti dei contribuenti che risultino congrui (e coerenti).

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Cio’ si va ad aggiungere al c.d. “premio di congruità” previsto dall’art. 10, comma 4-bis, Legge n. 146/98, secondo il quale nei confronti dei soggetti congrui anche a seguito di adeguamento, si possa procedere all’accertamento analitico-induttivo ai sensi dell’art. 39, soltanto se le attività non dichiarate (con un massimo di € 50.000) risultino superiori al 40% dei ricavi dichiarati. Inoltre al verificarsi di tale ipotesi, in caso di rettifica, l’Ufficio deve motivare l’atto evidenziando le ragioni che lo hanno indotto a disattendere le risultanze degli studi di settore.
Da notare che la rettifica da parte dell’Ufficio sulla base del citato art. 39 è altresì possibile, oltre che in caso di superamento del citato limite del 40%, anche qualora siano state commesse violazioni di omessa o infedele indicazione in dichiarazione dei dati riguardanti gli studi di settore.